Il piano energetico

Piano Energetico

 

Negli ultimi secoli a partire dalla rivoluzione industriale del 1700 lo sviluppo socio economico mondiale, ha portato ad un progressivo aumento di consumo energetico da parte dell’ uomo  che risulta sempre più accelerato nell’ ultimo periodo fino ad assumere la problematica dell’ approvvigionamento energetico persino preminente rispetto alla problematica dell’ approvvigionamento alimentare, diventando in alcuni casi concorrenziale con lo stesso.

Al fine di inquadrare la problematica è bene fare un riepilogo storico sintetico della progressiva  crescita del fabbisogno  energetico richiesto dall’ umanità.

Fino all’ invenzione della macchina a vapore da parte di Stirling qualsiasi energia meccanica poteva essere generata facendo ricorso o a energia derivanti da movimenti di elementi  naturali quali acqua e/o venti (mulini) o dallo sfruttamento di energia animale cavalli asini ecc., non a caso, infatti, la prima misura della potenza meccanica fu denominata dai fisici dell’epoca come CV e HP (ancora in uso nella motoristica ) con il confronto della potenza di lavoro delle nuove nascenti macchine meccaniche con la potenza di lavoro degli equini e solo con lo sviluppo della termotecnica e dell’ elettrologia si passo all’ uso della Kilocaloria/h (sistema degli ingegneri del 1860) e del KW (S.I. dopo II guerra mondiale). A testimonianza di tale realtà, nelle ns. zone esempi di mulini ad acqua e frantoi ad “asino” sono rimasti fino al dopoguerra.

Con l’ invenzione dei vari motori a vapore, diesel, otto, turbine a vapore, a gas, e con la conseguente sviluppo dell’ elettrologia con l’ invenzione dei motori elettrici, a c.c. come quello dell’ Anello di Pacinotti, o a c.a. quale motore sincrono ed asincrono, il mondo ha vissuto una rivoluzione totale con la trasformazione delle imprese manifatturiere, che da botteghe artigiane sono divenute vere e proprie industrie.

Ciò ha portato ad un notevole consumo di materie prime di tipo fossile per l’ industria:

  • -carbone;
  • -petrolio;
  • -metano.

Solo a partire dai primi anni 70 parte del fabbisogno energetico per l’ industria   è arrivata dallo sfruttamento dell’ Energia Nucleare prodotta sulla terra.

In parallelo inizia tra le guerre ma si sviluppa in modo particolare dopo la seconda guerra mondiale, la forte diffusione di mezzi di locomozione a motore di tipo “civile”  ed esplode alla fine del millennio scorso e all’ inizio di quello in corso il forte consumo di idrocarburi per autotrazione e spostamenti in genere.

Sempre nel secolo scorso si incrementa un forte consumo energetico nelle abitazioni in principio essenzialmente per il riscaldamento invernale e l’ illuminazione e con il passare del tempo sempre più anche per la climatizzazione estiva. In pratica si è passati dalle abitazioni, anche nobiliari, dell’ inizio 900 riscaldate in uno o al massimo solo due vani, tramite stufe o camini a legno o a carbonella di legno, ed illuminate da candele o lumi ad olio a case riscaldate in ogni suo vano,  perfettamente illuminate, con all’ interno elettrodomestici di ogni genere e sempre più spesso raffreddate in estate. Anche in questo caso il grosso dell’ energia arriva da materiali fossili anche se parte deriva anche, tramite l’ energia elettrica,  da  energia nucleare e da altre fonti (idroelettrico-eolico ).

Il crescente sfruttamento dell’ energia proveniente dal sottosuolo ha in una prima fase preoccupato la comunità mondiale circa la durata delle scorte( formatesi in milioni di anni e consumate in pochi decenni) e l’ approvvigionamento delle stesse (guerre del petrolio) ed in  questa ultima fase per l’ alterazione dell’ equilibrio naturale conseguente al all’immissione dei prodotti di scarto (fumi) nell’ atmosfera, buco dell’ ozono,  nei procedimenti di trasformazione dell’ energia fossile.

Parallelamente l’ energia nucleare essenzialmente di tipo fissile si porta con se il problema, mai completamente risolto,  della radioattività e dello smaltimento delle scorie. Pertanto i vari protocolli di Kioto che si sono susseguiti mirano tutti alla razionalizzazione dell’ uso dell’ energia  che si estrinseca in due punti:

  1. risparmio energetico ;
  2. recupero e sfruttamento delle energie minori(alternative).

 

Un piano energetico  a livello locale che sia comunale , provinciale o regionale non può prescindere dai due punti guida di cui sopra, ad esempio un piano comunale che possa interessare sia interventi pubblici che privati a livello di RISPARMIO ENERGETICO  può prevedere un intervento di sensibilizzazione, nella costruzioni  con misure tipo piano caso in cui il premio di cubatura sia assoggettato a:

  1. miglioramento dell’ isolamento dell’ involucro edilizio con realizzazione di involucri di classe A e A+;
  2. integrazione con impianti coordinati per abbassare il consumo complessivo di energia quali:
    1. impianti geotermici,
    2. impianti a caldaie centralizzate,
    3. impianti con cogenerazione e teleriscaldamento.

 

Dal punto di vista del  RECUPERO E SFRUTTAMENTO DELLE ENERGIE MINORI favorire con premi e sgravi l’ uso di :

  1. l’ uso di pannelli solari termici;
  2. l’ uso di pannelli fotovoltaici;
  3. l’uso di caldaie a biomasse ;
  4. l’ uso di pozzi , falde acquifere, corsi d’ acqua, laghi per la realizzazione di impianti geotermici facilitati;
  5. l’uso del mini-eolico.

 

A livello provinciale  tali punti possono essere ulteriormente migliorati avendo la provincia competenza a livello di energia anche di emanare regolamenti ed espletare controlli, in tal senso interessante sarebbe l’ emanazione dei regolamenti attuativi del DLGS. 311/06 demandato alle regioni,  ma nel caso di alcune province  del nord Italia (Belluno Reggio Emilia) emanati direttamente dalle stesse.

 

In tal senso a livello del   RISPARMIO ENERGETICO con  i decreti di attuazione si  dovrebbero rendere obbligatori nelle nuove costruzioni :

  1. la produzione del 50% del fabbisogno di acqua calda sanitaria da  pannello solare termico o da altra forma di energia alternativa;
  2. la produzione dell’ energia elettrica condominiale da fotovoltaico;
  3. l’ obbligo di una caldaia centralizzataper edifici plurifamiliari.

Inoltre di iniziativa la provincia potrebbe prevedere:

  1. un protocollo per la classificazione energetica degli edifici;
  2. favorire lo sviluppo di reti di teleriscaldamento;
  3. favorire lo sviluppo di  impianti geotermici.

 

A livello di  RECUPERO E SFRUTTAMENTO DELLE ENERGIE MINORI coordinare interventi per:

  1. favorire il recupero di energia idroelettrica con l’ introduzione di miniturbine a ruscellamento nei corsi dei fiumi con piccoli salti;
  2. favorire il recupero di energia idroelettrica nelle condotte di acqua forzata sia potabile che industriale con il recupero dei salti “morti” nei serbatoi di compenso di tali impianti.
  3. Favorire lo sviluppo di società e cooperative per il recupero e  lo sfruttamento delle biomasse  a livello sia pubblico che privato;
  4. Favorire lo sviluppo delle cosiddette catene corte  e della realizzazione della cosiddetta produzione “aziendale dell’ energia” inteso come produzioni di biomasse e biogas con recupero di scarti e cascami, in aziende o cooperative di aziende agricole con l’ implementazione anche di sistemi di piccola cogenerazione(agriturismi, vivai per la coltura di piante in tenda, aziende agricole );
  5. favorire la climatizzazione estiva nelle aziende tramite l’ uso di impianti ad assorbimento di cascami di fluidi di produzione (condense di vapore);
  6. incentivare l’ uso del solare termico in tutte quelle attività in cui si fa largo uso di acqua calda in tutti i periodi dell’ anno (lavanderie industriali e alberghi)
  7. incentivare la produzione della climatizzazione estiva negli alberghi della riviera da impianti ad assorbimento con fonte calda  ottenuto da un impianto solare termico;
  8. favorire ed incentivare la sostituzione dei frigoriferi  raffreddati ad aria a basso COP con frigoriferi raffreddati ad acqua specialmente se acqua di falda;
  9. favorire ed incentivare lo sfruttamento del biogas da depuratori o da discarica;
  10. favorire ed incentivare la costruzione di rete di teleriscaldamento e cogenerazione sia da biogas sia da biomassa ed in ultima analisi da gas naturale;
  11. favorire ed incentivare  lo sfruttamento dell’ energia eolica incentivando in particolar modo il mini-eolico.

 

Claudio Di Mercurio

 

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Domenica, 05. Settembre 2010.

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