| La citta di Penne |
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Il centro storico della città di Penne è posizionato su due colli: Colle Castello, m 475 e Colle Sacro (Duomo), m 462. L’insediamento abitativo a partire dai Vestini, ma anche anteriormente, fino a quello romano, medioevale, rinascimentale barocco e risorgimentale si è sviluppato per lo più entro i limiti dell’attuale centro storico caratterizzato da costruzioni in mattone che conferiscono a questo luogo una calda atmosfera dando vita a muri, strade, pilastri, colonne, capitelli e archi. Penne nel secolo XVII era divisa in sei Rioni: Da Capo, Di Mezzo, Da Piedi, Di S. Comizio, Di S. Paolo, Di Piazza. Interessanti i ritrovamenti archeologici di questi ultimi anni che ne ribadiscono il ruolo di centralità. Degni di nota sono gli aspetti artistici che Penne offre; tra gli edifici d’architettura sacra e civile si hanno una serie d’importanti chiese (Duomo, S. Domenico, S. Giovanni Evangelista, SS. Annunziata, S .Agostino, S. Giovanni Battista) e palazzi nobiliari (Castiglione, Del Bono, Abbati, Leopardi, Gaudiosi, De Caesaris, Scorpione, Stefanucci, Aliprandi, Vestini). Oltre alle Chiese, le Fontane sono un’altra nota d’interesse della città.
Porta San Francesco sec. XVIII
UN APPROFONDIMENTO SULL’ARCHITETTURA DELLA CITTA’ TIPOLOGIA EDILIZIA - MORFOLOGIA URBANA
Il nucleo antico di Penne si presenta organizzato su due colli principali, che con la loro orografia hanno condizionato lo sviluppo della città. La struttura di questa città è la risultante delle risposte ai problemi posti dalla città stessa; al suo interno sono contenuti i momenti più significativi della formazione urbana: le zone del Duomo, del Castello, di S. Comizio; parti che pur istaurando rapporti reciproci, denotano grandi individualità, risultanti dal ruolo che ogni una di esse ha svolto all'interno del processo di crescita. La parte urbana ritenuta più antica è quella che gravita attorno al Duomo, su quel colle un tempo chiamato “Roccabruna”. Questo nucleo presenta la tipica struttura a fuso dei centri medievali; nell'impianto è possibile rintracciare una stratificazione di tipologie che, insieme ad altri elementi, confermano questa come la parte più antica e, fino alla fine del XIX secolo, anche la più vitale della città, soprattutto considerando le trasformazioni settecentesche che vanno a ribadire la dominanza e la sacralità del luogo. La corona degli edifici che avvolge il versante meridionale e orientale della collina è solcata da vicoli scoscesi che scendono in maniera perpendicolare alle curve di livello, a tratti sotto forma di gradinate fino a sfociare in via S. Agostino che con la sua perfetta regolarità, costituisce la verosimile traccia di una cinta fortificata, inglobata successivamente. Osservando la tipologia di certi edifici, il tracciato delle mura databile intorno al 1200 e l'ubicazione delle porte è possibile ipotizzare che fu in questo periodo che si aggiunse ad Est una nuova zona urbanizzata, S. Comizio. Questa parte nasce come borgo rurale annesso alla città, che per la sua posizione marginale conserverà quasi integralmente la sua antica struttura. E' infatti il luogo dove è più immediata la lettura del prevalente tipo edilizio “a schiera” e la sua aggregazione con la formazione di isolati con tipologia edilizia a “spina” e a “schiera”. Contemporaneamente alla formazione di questo borgo, si va sviluppando un altro nucleo su un colle adiacente al primo, il colle del Castello. Tra le due parti c'è però una differenza, perchè mentre la nuova zona a Est risulta come una espansione del nucleo originario, quella sul colle Castello è un nuovo nucleo generatore staccato dal primo. Tracce di tale distinzione sono chiaramente visibili, pure nella prospettiva falsata della veduta del Pacichelli risalente ai primi anni del XVIII secolo. La polarità del nucleo sul colle Castello è costituita dall'antico convento di S. Chiara, prossimo alla porta di accesso per chi viene da Nord - Ovest, porta S. Erasmo (oggi porta Teramo), contrapposta a porta S. Francesco che segna ad Est l'ingresso alla città. Quest'area settentrionale si sviluppa con una certa consistenza quando intorno al 1254 lo spostamento del mercato nell'attuale piazza Luca da Penne determina una nuova posizione del centro economico saldando definitivamente i due principali nuclei. La conseguenza di questa variazione viene ad essere l'incremento della produzione edilizia che si concentra attorno alle chiese sorte in questo periodo che fungono da elementi polarizzatori. Si è già accennato, trattando del colle Duomo, che è l'impianto viario a caratterizzare l'entità e la forma dei lotti edificabili e quindi la forma urbana dell'insieme. In alcune parti del tessuto è ancora riconoscibile il tipo edilizio “di base”, case monofamiliari in prevalenza a due piani con una o due finestre per piano e con il fronte che varia da quattro a sei metri di larghezza. Tale tipologia riconoscibile come “casa a schiera” è quella che si attesta nell'impianto viario secondario e che non ha subito interventi di grosse trasformazioni come quelli, invece, avvenuti in via Muzio Pansa dove, le masse degli edifici barocchi hanno sostituito o inglobato la minuta edilizia medievale. Comunque l'accidentato andamento del terreno e l'occupazione di qualunque spazio disponibile genera edifici dalla forma molto irregolare e con misure che variano dai tre agli otto metri di larghezza, ai cinque dieci metri di lunghezza. L'aggregazione delle unità edilizie è in linea o a spina; spesso in testata l'affaccio viene a modificare il suo orientamento in funzione della strada. Nel retro a volte, permangono aree adibite ad orto che riportano a un uso misto del suolo urbano. Oltre al tipo edilizio della casa a schiera si presentano il tipo a blocco allungato, soprattutto in prossimità delle mura, e la tipologia del “palazzotto”, che si forma dall'unione di due o più cellule elementari e appare il tipo maggiormente condizionato dalle forme convenzionali della rappresentatività sociale. Un altro tipo edilizio presente, anche se non ne restano numerosi esempi, è la “casa torre”. Si tratta in genere di un tipo che si presenta a pianta quasi quadrata, con l'altezza prevalente sulle altre dimensioni a carattere unifamiliare e con una stanza per piano. Esso deriva dalla “matrice elementare” dell'abitazione “monocellulare”; che attraverso un processo di specializzazione assume forme derivanti da raddoppi in altezza, in profondità, definendo un preciso processo tipologico. La “casa torre” si può definire come una “casa a schiera” che si specializza per rispondere a esigenze produttive; infatti nel piano terra trova posto un locale adibito ad attività artigiane e a magazzino che comportano un accrescimento dell'edificio in altezza. La casa a “corte” è un tipo che troviamo in tutta la città, essa si può ricondurre alla domus romana, ma contiene un elemento assolutamente nuovo rispetto alla città romana: la costruzione della strada come luogo di affaccio della residenza. I precedenti della casa a corte della città medievale dunque, sono già configurati secondo questo nuovo carattere; il tipo, infatti, non è più tutto costruito sulla corte interna, bensì su due elementi: la corte interna e il prospetto su strada. Era infatti impossibile riprendere il tipo della casa romana nella sua logica complessiva, date le nuove condizioni strutturali della città del medioevo. A Penne la casa a corte si organizza intorno ad un piccolo cortile e a un vano scala posto al centro dell'edificio. Al piano terra, botteghe e magazzini; ai piani superiori, intorno al cortile, si dispongono le camere comunicanti tra loro. La troviamo in tutta la città, ma acquista connotazione di dimora gentilizia nelle zone centrali o all'incrocio con strade importanti. Non sempre però, la casa a corte deriva da un intervento unitario; spesso, infatti, il cortile si ricava un suo spazio nell'edificato preesistente. L'ascesa economica e sociale da parte dei proprietari terrieri è tuttavia sottolineata dagli interventi che segnano il “tipo” di edificio civile più rappresentativo: il palazzo. Queste operazioni, che a Penne avvengono nel XVIII sec., rivolgono la loro attenzione agli spazi più rappresentativi della città (vedi gli interventi barocchi in via M. Pansa, lo stesso palazzo Castiglione, palazzo Aliprandi) e sono realizzati su larga scala, in quanto più unità di quell' edilizia minuta medievale, vengono raggruppate in un'unica proprietà. Interessano quindi più edifici spesso alcuni isolati, e prevedono l'inglobamento di vicoli alla residenza. Fra i palazzi più rappresentativi della città è senz'altro il palazzo Castiglione, ma in realtà, è una porzione di un grosso isolato che si trova fra l'espansione altomedievale ad Est del colle del Duomo (cioè lungo l'attuale via Castiglione), e l'area nata con lo spostamento del mercato e la formazione di quella via che è l'attuale corso Alessandrini. La posizione topografica, fra la porta S. Nicola, la cattedrale e la piazza del mercato, rendeva il luogo molto frequentato sia per il culto che per il commercio. Ricordiamo che sulla piazza viene costruito, tra il 1797 e il 1811, il teatro stabile che favorisce la realizzazione della funzione commerciale con quella ricreativa; ma una struttura teatrale, però, già esisteva nel 1732 quando il comune si apprestava a rendere omaggio al principe Carlo III. L'isolato presenta un notevole dislivello verso Est. Infatti dalla via Castiglione che è sicuramente la strada più antica che univa porta S. Nicola (ingresso principale della città per chi viene da Est) al Duomo, si dipartono, e sono ancora ben leggibili anche se in parte rinchiuse, le “ruve” e i vicoli che univano le due strade. Su questi vicoli, anche se notevoli sono state le trasformazioni edilizie, è ancora leggibile dall'esame dei piani terra, la consueta tipologia e aggregazione degli edifici. Da quanto esposto, risalta la redditività del sito sul quale i Castiglione decisero di costruire la propria dimora: schematicamente, si può anticipare che il processo ebbe inizio nel Quattro - Cinquecento e nel Settecento, con operazioni di accorpamento e soprattutto con la realizzazione di quella testata di isolato che rappresenta uno degli interventi forse più importanti, soprattutto sul piano urbanistico, effettuati nell'epoca tardo - barocca a Penne. Il palazzo si presenta con forme compiute sul lato Sud-Est e Nord-Est, ma è il risultato di un processo di accorpamento che arriva a parziale conclusione solo nel XVIII secolo, con l'opera del barone Teseo Castiglione che affida il progetto di ampliamento all’architetto napoletano Francesco Di Sio. |

